(di Sami al-Ajrami) (ANSAmed) - GAZA - E' giovane, mamma di una bimba e parla molto bene l'inglese la nuova portavoce dell'esecutivo di Hamas a Gaza, appena nominata nel contesto di una nuova strategia volta a rivolgersi in maniera piu' articolata ai mezzi di comunicazione stranieri. Anche se giovanissima - appena 23 anni - Israa al-Mudallal ha gia' alle spalle una carriera piu' che rispettabile: studi in Gran Bretagna ed esperienze televisive, da Gaza, con la iraniana Press Tv e poi con una emittente islamica locale, al-Kitab. Nell'austero 'Ufficio stampa governativo' di Hamas, nel cuore di Gaza City, i suoi sottoposti (tutti uomini, tutti piu' adulti di lei) ne tessono gia' le lodi. La trovano molto determinata, volitiva: ''e' un vulcano di idee'', dicono.

In un primo colloquio con l'ANSA al-Mudallal riconosce tuttavia di avere ancora molto da imparare. Nelle questioni prettamente politiche, dice, per ora non vuole addentrarsi.

''Lasciatemi studiare, ne riparleremo magari fra un mese...'', promette sorridendo. Cosa pensa comunque del divieto da parte di Hamas di mantenere contatti con giornalisti israeliani, ossia ''nemici''? ''E' una decisione del nostro governo - ribatte. - Finche' e' in vigore, va rispettata''.

La sua attenzione, in questa fase, sara' piuttosto concentrata su questioni di carattere sociale: ad esempio sulla gioventu' di Gaza, sui profughi, o anche sulla condizione femminile in una societa' alquanto conservatrice. La sua biografia in questa materia e' eloquente, essendo divorziata e con una figlioletta. ''I miei impegni di lavoro sono assillanti'' osserva, mentre gia' si accavallano le richieste di colloqui con lei. ''Mia figlia e' adesso con la nonna''. Al-Mudallal si proclama ''una convinta femminista'' e trova che cio’ non sia affatto in contrasto con l'ideologia di Hamas, con cui si identifica. Hamas vanta peraltro fra i suoi dirigenti una ministra (a Gaza) ed alcune deputate. Ma la novita' nel suo caso e' la grande visibilita' dell'impiego. Un'altra questione che cerchera' di portare all'attenzione dell'opinione pubblica straniera e' quella degli agricoltori di Gaza i cui campi sono talvolta attraversati dalle ruspe militari israeliane (specialmente quelli vicini alle linee di demarcazione), cosa che lascia danni immediati e anche, a suo parere, una scia di demoralizzazione che resta nel tempo. Il suo, lascia intendere, sara' dunque un approccio umanitario piu' che ideologico: ''Credo di conoscere il modo di pensare diffuso in Occidente'' conclude, prima di dedicarsi all' intervista successiva, in attesa di tornare ad abbracciare la figlioletta. (ANSAmed).